Il metodo dell’uomo pigro per vedere e riconoscere gli acari in casa

Vedere gli acari, è possibile? In questi mesi invernali strani puntini bianchi compaiono nelle abitazioni. Così, tantissime persone chiamano il nostro numero verde nazionale. Dicono di vedere gli acari, ne sono convinti. In particolare vedono dei piccolissimi puntini bianchi che si muovono lentamente.

Alcuni sono addirittura convinti che sono i cosiddetti acari delle muffe: Glycyphagus domesticus o Lepidoglyphus destructor. Dentro casa loro infatti c’è presenza di muffa. Hanno letto qualche articolo su internet. Perciò sono proprio questi acari, secondo loro, a camminare allegramente per casa.

Purtroppo non è tutto così facile. È come se nella savana africana fosse presente solo un animale: la “gazzella di Thompson”. Come saprai esistono centinaia di specie di animali nella savana: bufali, elefanti, decine di specie di gazzelle, decine di specie di antilopi. Per non parlare dei carnivori, come leoni, ghepardi, leopardi, e così via. Ciascuna specie ha una propri biologia e delle proprie abitudini. Vi sono gazzelle che brucano i teneri germogli dell’erba e antilopi che si cibano di foglie di arbusti. I leoni e altri predatori che uccidono altri erbivori per mangiare. E così via.

La microfauna di un ambiente confinato

L’ambiente confinato di un’abitazione è come una savana in miniatura. In questo microambiente esistono tantissime specie di acari presenti. Come nella savana, ogni specie di acari ha abitudini completamente diverse.  Esistono acari per così dire “erbivori”, che si nutrono di piante, come gli acari prostigmati del genere Tetranychus della famiglia Tetranichydae e il Tydeus molestus, per esempio. Vi sono acari che si nutrono di funghi, in particolare di micromuffe, come gli acari astigmati della famiglia Glycyphagidae (generi Glycyphagus e Lepidoglypohus) e Acaridae (generi Acarus e Tyrophagus).

Vi sono poi acari predatori, come l’acaro prostigmato Cheyletus eruditus o il mesostigmato  Blattisocius tarsalis. Questi sono acari predatori, che al pari dei leoni, si aggirano nel microcosmo della tua abitazione a caccia di altri acari. Vi possono essere acari che parassitano altri artropodi, come Pyemotes ventricosus, il parassita dei coleotteri tarli dei mobili.

Potrei continuare riempiendo pagine e pagine di esempi ma non voglio annoiarti. Vorrei solo farti capire quanto sia complessa  e varia l’acarofauna di un ambiente confinato.

Quindi avrai compreso che vedere un acaro non significa per forza di cose vedere solo Glycyphagus o Lepidoglyphus. Esistono tantissimi acari, anche molti simili tra loro, ma con abitudini completamente diverse.

Allora, facciamo un po’ di chiarezza.

È possibile vedere gli acari? Non si tratta di esseri piccolissimi?

In realtà, pur essendo degli organismi molto piccoli è possibile, in alcuni casi, vedere gli acari. Sto parlando per esempio delle zecche. Ebbene si, anche le zecche sono acari. Quelle, ad esempio, che parassitano i cani (generi Ixodes e Rhipichephalus). Oppure quelle (Argas, ad esempio) che parassitano gli uccelli. Le zecche sono acari grandi diversi millimetri. Quindi sono facilmente visibili ad occhio nudo.

Tuttavia, tranne le zecche, gli altri acari sono tutti molto più piccoli. La maggioranza degli acari possiede una dimensione che oscilla tra i 0,2 e i 0,6 mm.

Il potere di risoluzione dell’occhio umano è di circa 0,1 mm. Ciò significa che il nostro occhio può percepire come distinti due punti posti ad una distanza non inferiore ai 0,1 mm. In altre parole molti acari sono sufficientemente grandi da essere percepiti dall’occhio umano quando sono in movimento. Specialmente se camminano su una superficie scura che fa da contrasto.

Alcuni acari però sono veramente molto piccoli e risulta praticamente impossibile vederli ad occhio nudo. Per esempio il Pyemotes, l’acaro parassita dei tarli dei mobili,è un acaro piccolissimo, misura circa 200 micrometri, che corrispondono a 0,2 mm. Quindi questo acaro è veramente troppo piccolo per essere percepito dall’occhio umano. È necessario in questi casi utilizzare uno stereo-microscopio o meglio un microscopio ottico, per vederlo e studiarlo.

Molti acari però sono sufficientemente grandi da essere percepiti dall’occhio umano. Per esempio gli acari delle muffe (Glycyphagus e Lepidoglyphus) sono grandi almeno 0,3-0,4 millimetri. Quindi 300-400 micrometri. Questi acari sono dotati di peli molti lunghi e pluri-ramificati. I peli aumentano le dimensioni del loro corpo. Perciò, in alcuni casi, è possibile vedere gli acari.  Soprattutto quando questi camminano su una superficie scura che faccia loro da contrasto. Spesso appaiono come minuscoli granelli biancastri di polvere che si muovono molto lentamente.

Ovviamente un conto è percepire appena un acaro e un altro è dire di quale acaro si tratta.

Ricordi il discorso della microfauna in un ambiente confinato? Possiamo percepire appena un acaro in movimento. Ma in un ambiente sono presenti una grande varietà di specie diverse. Risulta impossibile, così, riconoscere la specie di un acaro, senza studiarlo al microscopio ottico.

Lascia perdere articoli internet che ti promettono di svelarti in 5 secondi come vedere gli acari che ti infestano casa. Come QUESTO.

Come puoi vedere non sanno neanche di cosa stanno parlando. Per loro esiste solo il Dermatophagoides. Come avrai capito la situazione è molto più complessa.

Allora cosa fare?

Come riconoscere e identificare correttamente un acaro?

Si deve isolare l’acaro dalla polvere ambientale. Questo attraverso delle procedure di separazione e arricchimento della polvere. Una volta isolato l’acaro è necessario “prepararlo” per essere visualizzato al microscopio ottico. In poche parole bisogna mettere l’acaro in un vetrino porta oggetti. L’acaro va immerso all’interno di un liquido particolare, secondo una certa procedura. Questo liquido permette di conservare e vedere l’acaro al microscopio ottico.

Ovviamente, una volta fatto questo, bisogna conoscere e saper applicare le cosiddette “chiavi di identificazione”. Cioè procedure che permettono, visualizzando determinati caratteri del corpo, di identificare un acaro.

Vi sono specie di acari molto simili che si differenziano per caratteristiche anatomiche microscopiche. Ad esempio la disposizione e lunghezza dei peli corporei, la grandezza e la forma di scudi, o piastre dure, che ricoprono la superficie del corpo (detta idiosoma). E così via.

Ad esempio gli acari del genere Tyrophagus e Glycyphagus sono simili ad un occhio non esperto. Hanno più o meno le stesse dimensioni e sono dotati di peli molto lunghi. Si nutrono entrambi di micromuffe presenti in un ambiente, come altri acari di specie diverse.

Tuttavia è importante sapere se si tratta dell’uno o dell’altro. Questo perché Glycyphagus è un acaro in grado di determinare dermatiti e forme allergiche di tipo respiratorio (riniti e oculo-congiuntiviti) nell’uomo. Tyrophagus, invece, è un acaro scarsamente patogeno e quindi di nessuna importanza medica.

Inoltre, Glycyphagus e Tyrophagus sono acari che hanno abitudini alimentari simili. Entrambi si nutrono di micro-muffe che si sviluppano in ambienti umidi. Ma spesso potremmo avere a che fare con acari che hanno una biologia del tutto diversa. In questi casi le procedure da adottare per eliminare definitivamente un acaro possono essere differenti.

Se vuoi vedere un video che parla proprio di Glycyphagus e Tyrophagus ti consiglio di vedere il video sottostante.

Per questo è di fondamentale importanza non solo vedere gli acari. E’ importante soprattutto identificare correttamente l’acaro che ti sta infestando la casa. Attraverso una corretta identificazione otterrai due cose fondamentali:

  1. Sapere se è l’acaro responsabile del tuo problema (punture, contaminazioni dei prodotti alimentari, ecc);
  2. Intraprendere la giusta procedura di intervento per eliminarlo in modo definitivo.

Mi rendo conto che la procedura di identificazione è molto complessa da mettere in pratica. Tuttavia non disperare. Da oggi è possibile identificare l’acaro che sta infestando la tua casa con un esame microscopico delle polveri ambientali.

Sto parlando di Testix.

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A presto!